Chirurgia della pelle

image

Asportazione di neoformazioni cutanee come nei, lipomi, cisti con possibilità di esame istologico.

CHE COS'È UNA CICATRICE?

La cicatrice è un tessuto formato dall’organismo per riparare una ferita di  qualunque tipo. Ciò avviene a livello non solo cutaneo, ma di tutti i tessuti dell’organismo. La cicatrizzazione è infatti un sistema di riparazione molto efficiente che attraverso la deposizione di tessuto fibroso da parte di cellule specializzate, la formazione di neo-vasi sanguigni e il lavoro coordinato di numerosi elementi cellulari, permette all’organismo lesionato di sopravvivere.Purtroppo l’uomo non è invece in grado, come alcune specie, di rigenerare e tessuti, ovvero di ricreare un tessuto identico a quello lesionato se non durante la vita fetale.

QUANDO UNA CICATRICE NON È SODDISFACENTE?

Il processo di cicatrizzazione può avvenire in maniera normale, e ne risulta una cicatrice soddisfacente, ma anche in maniera eccessiva. In questo caso si ha una cicatrice ipertrofica. Questo fenomeno dipende in larga misura dalle caratteristiche dell’individuo, dalla zona interessata dalla lesione e dal tipo di ferita. Nel caso in cui invece la cicatrizzazione risulti deficitaria ci si troverà di fronte ad una cicatrice distrofica, o addirittura in certe casi ad una ferita che non guarisce. Questo fenomeno è correlato, nella maggioranza dei casi, a una condizione patologica locale o generale dell’organismo. Situazione che favoriscono la difficoltà di guarigione di una ferita sono: problemi locali di circolazione, infezione, oppure disturbi che coinvolgono tutto l’organismo come il diabete, alcune malattie metaboliche o endocrine, gli stati di denutrizione o l’assunzione anomala è data dalla formazione di cheloidi, cui alcuni individui sono predisposti. Il cheloide va distinto dalle cicatrice ipertrofica, anche di aspetto simile, perché ha una storia clinica totalmente differente. Può insorgere anche su piccolissime lesioni o addirittura spontaneamente crescendo oltre i limiti della lesione iniziale. Spesso ha una sintomatologia dolorosa o pruriginosa che è invece assente nella cicatrice ipertrofica. Se asportato chirurgicamente tende a riformarsi, spesso con dimensioni ulteriormente aumentate. Se la ferita è  ampia con perdita di estese aree cutanee come nel caso delle ustioni, il processo cicatriziale è inevitabilmente lungo e porta a risultati spesso insoddisfacenti sia per l’aspetto, sia per l’azione retraente che il processo cicatriziale ha inevitabilmente. Se questa retrazione avviene in zone con pieghe cutanee come nelle articolazione delle mani o degli arti, può condurre a difficoltà di movimento e funzione dell’articolazione interessata.

CHE COSA SI PUÒ FARE PER MIGLIORARE UNA CICATRICE?

Esistono diversi approcci terapeutici, sia di tipo medico che chirurgico. Ciò che invece non esiste è la “gomma per cancellare”: le cicatrici possono essere migliorate, ma mai eliminate completamente.Quando ci si trova di fronte ad una cicatrice ipertrofica si può procedere in diversi modi per migliorarla: se si tratta di una cicatrice recente (meno di 6 mesi di “età”) possono essere efficaci terapie non chirurgiche come ad esempio quella compressiva che può essere praticata indossando apposite guaine fatte su misura o semplicemente massaggiando la parte con pomate secondo delle precise modalità per un periodo di alcuni mesi. Se invece si tratta di cicatrici di vecchia data si deve intervenire chirurgicamente asportando, ove è possibile, la vecchia cicatrice riducendo il tessuto in modo da rendere la cicatrice più piccola o con meno tensione oppure suturarla in una zone meno visibile. Qualora l’area cicatriziale risultasse troppo grande si può procedere “limandola” per renderla più omogenea. Oppure si può “creare” del tessuto in più con cui sostituirla con la tecnica dell’espansione cutanea: si inserisce una specie di palloncino sottocute e lo si gonfia gradualmente con soluzione fisiologica in modo da ottenere una maggior superficie, un po’ come accade durante la gravidanza. Per il cheloide il trattamento è completamente differente in quanto l’asportazione chirurgica di tali lesioni espone al rischio di ricrescita, addirittura con dimensioni aumentate. Risulta invece utile, anche se non in tutti i paziente, infiltrare le lesioni con alcuni farmaci che, pur non facendoli sparire, possono rendere i cheloidi più piccoli e morbidi migliorando la sintomatologia locale. In alcuni casi si può ricorrere alla chirurgia, magari associandola ad altri presidi terapeutici. A volte la cicatrice può essere la conseguenza dell’amputazione di aree del corpo, come è il caso degli interventi di mastectomia per neoplasie della mammella. In questi casi il danno non è tanto la cicatrice, ma la perdita del volume dalle mammella. Qui l’intervento del chirurgo plastico deve mirare a ricostruire in tre dimensioni la parte mancante. Oggi grazie a tecniche chirurgiche sempre più raffinate si possono raggiungere risultati decisamente soddisfacenti.

}